Due casi reali dal portafoglio PPS: prima misurare quanto consuma davvero l'infrastruttura, poi rinnovarla su un business case a cinque anni. In mezzo, la disciplina che tiene insieme le due cose — il FinOps — e lo strumento con cui oggi la portiamo nelle aziende. Con i numeri di contesto, dichiarati per quello che sono.
Nel white paper "Innovare e proteggere" avevamo mappato lo scenario: infrastruttura invisibile, debito tecnico che non compare in bilancio, costo dell'inazione che raramente entra nei business case. Questa seconda puntata cambia registro: due situazioni reali, con il problema di partenza, l'intervento e ciò che ne è uscito.
In entrambi i casi il punto di partenza non era una tecnologia mancante, ma una mancanza di visibilità: nessuno sapeva con precisione quale servizio generasse quale consumo, né quanto costasse davvero tenere in vita macchine fuori supporto. La tecnologia arriva sempre dopo. Prima viene la misura.
Per una media azienda di produzione la dinamica è la stessa, solo più nascosta. La spesa IT cresce — più stabilimenti collegati, più sistemi di fabbrica, più servizi in cloud — ma resta una voce unica in bilancio, mai ripartita su linee, reparti o centri di costo. Una spesa che non si sa attribuire è una spesa che non si sa ridurre.
Ordini di grandezza da fonti pubbliche. I dati Apptio sono rilevazioni indipendenti su campioni internazionali; i dati IBM sono dichiarazioni del vendor basate su propri casi cliente. Servono a inquadrare, non a promettere.
La domanda che mette in difficoltà quasi ogni direzione IT non è "quanto spendiamo in infrastruttura", a cui risponde il bilancio. È la successiva: quale servizio consuma cosa. Senza quella risposta ogni discussione su ottimizzazione, ripartizione dei costi o migrazione cloud si svolge al buio, e le decisioni di capacità si prendono per accumulo prudenziale — cioè comprando più del necessario.
Azienda di consulenza IT.
Adozione di una piattaforma di business intelligence che analizza in dettaglio l'utilizzo delle infrastrutture IT in contesti on-premise, outsourcing e cloud, inclusi gli ambienti ibridi.
C'è un paradosso che vale la pena notare: lo strumento che serviva a misurare i consumi era esso stesso una voce di consumo rilevante, e per di più manutenuto da persone in uscita. È il debito tecnico nella sua forma più beffarda — il sistema di controllo diventa la cosa da controllare. Spostare la misurazione su una piattaforma dedicata non è solo una scelta tecnica: è la decisione di smettere di costruire in casa ciò che non è core.
Il tema è tutt'altro che marginale. Secondo il State of the Cloud Report 2026 di Apptio, basato su oltre 750 decisori, la spesa cloud stimata come sprecata è risalita al 29%: il primo aumento da quando l'indicatore viene rilevato, attribuito ai carichi di lavoro di AI generativa avviati in fretta e mai riordinati. L'anno precedente l'84% degli intervistati indicava la gestione della spesa cloud come la principale sfida, a fronte di una crescita attesa del 28%. Il problema, insomma, non è il prezzo: è l'attribuzione.
Fonti: Apptio, State of the Cloud Report 2025 e 2026.
Misurare i consumi tecnici è il primo passo. Il secondo è tradurli in costi attribuiti a chi li genera — un reparto, uno stabilimento, una linea di prodotto, un servizio — e usarli per decidere. È questo che il FinOps codifica: una disciplina condivisa tra IT, finanza e business, organizzata in tre fasi.
Lo strumento che PPS propone per questo percorso è IBM Apptio. IBM ha completato l'acquisizione di Apptio nell'agosto 2023, unendo le soluzioni FinOps di Apptio — ApptioOne, Cloudability e Targetprocess — al proprio portafoglio di automazione, che comprende Turbonomic. Secondo IBM, l'insieme copre tutte e tre le fasi del FinOps Framework e consente di governare la spesa cloud senza frenare l'innovazione. Apptio era già, al momento dell'acquisizione, un riferimento di mercato nel Technology Business Management, con oltre 1.500 clienti.
Per una media azienda di produzione il valore non sta nella dashboard in sé, ma nella domanda a cui finalmente si può rispondere: quanto costa l'IT a ciascuno stabilimento, a ciascuna linea, a ciascun servizio. È la stessa logica della contabilità analitica per centri di costo, applicata alla spesa tecnologica.
Fonte: IBM Newsroom, "IBM Completes Acquisition of Apptio Inc.", 10 agosto 2023. La riduzione dei costi cloud del 30% e oltre è un dato dichiarato da IBM sulla base di propri casi cliente.
Rimandare un refresh infrastrutturale sembra sempre la scelta prudente: non si spende. In realtà si sta pagando — in canoni di manutenzione su macchine fuori supporto, in fermi da firmware, in consumi di core, spazio, energia e licenze software calcolate su architetture vecchie. La differenza è che questi costi non hanno un capitolo di bilancio che li renda visibili.
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Uno studio comparativo AS IS contro macchine moderne, seguito da un progetto end-to-end "chiavi in mano" di rinnovamento e consolidamento delle aree server e storage.
L'elemento decisivo qui non è tecnico ma metodologico: lo studio comparativo AS IS prima del progetto, e un business case costruito su cinque anni anziché sull'esercizio corrente. È l'unico modo per far emergere voci che su base annuale restano invisibili — la riduzione dei core che si traduce in licenze software, il calore che si traduce in raffrescamento, lo spazio che si traduce in metri di sala macchine. Un refresh valutato a dodici mesi è quasi sempre un refresh che non si fa. Ed è qui che i due casi si saldano: senza la misura del primo, il business case del secondo non si potrebbe nemmeno scrivere.
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I casi descritti provengono dal portafoglio progetti PPS e sono riportati in forma anonimizzata, con il livello di dettaglio autorizzato dai clienti coinvolti. Non sono accompagnati da metriche puntuali di risparmio perché, dove non sono state validate insieme al cliente, preferiamo non pubblicarle. I dati di contesto provengono da fonti pubbliche, citate di volta in volta: le rilevazioni Apptio sono indipendenti; i dati IBM sono dichiarazioni del vendor, basate su propri casi cliente, e come tali vanno letti.